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Il ritorno del voto utile

Giorgio Merlo su Europa del 13/2/2013

Puntuale come il sorgere del giorno ad ogni elezione spunta il dibattito, e la polemica, attorno al cosiddetto “voto utile”. Un dibattito vecchio, appunto, ma sempre attuale perché anche il voto del prossimo 24-25 febbraio ripropone, addirittura drammaticamente, questo tema. Ora, è ovvio che tutti i voti sono legittimi e del tutto giustificabili.

Lo dice, prima di ogni altra cosa, la legge della democrazia e, soprattutto, chi rispetta il pluralismo. Ma quando Bersani ha evocato nei giorni scorsi il “voto utile” intendeva sottolineare, com’è altrettanto ovvio, che la vera partita la si gioca ancora una volta tra il centrosinistra e il centrodestra. E con questo sistema elettorale, soprattutto al senato, c’è la concreta possibilità di far perdere una coalizione da parte di forze politiche e movimenti che pur contrastando lo schieramento avverso rischiano di indebolire e di sconfiggere proprio l’alleanza politica più prossima.

Del resto, come si fa a condividere le tesi di coloro che contestano tutti i giorni a man bassa e con rara virulenza lo schieramento di centrodestra guidato da Berlusconi e poi, di fatto, creano le condizioni affinché proprio quello schieramento possa vincere al senato o, comunque, possa mettere in discussione la possibilità per il centrosinistra di imporsi a palazzo Madama? E quindi di formare un governo e garantire la governabilità? Su questo versante è persino patetica, nonché grottesca, la posizione di Ingroia che continua quotidianamente a contestare il Pd e il centrosinistra pensando, così facendo, di contribuire a creare un miglior clima politico per il nostro paese. è talmente evidente che queste posizioni continuano, soprattutto con questo sistema elettorale, a favorire il principale avversario che si dichiara di combattere. Nel caso specifico, a favorire Berlusconi e il centrodestra.

Insomma, il richiamo del “voto utile” non è e non vuol essere un atto di arroganza o una posizione politica che mette in discussione il rigoroso rispetto delle scelte degli elettori. Semmai, è la semplice considerazione che anche questa volta i maggiori detrattori e gli implacabili avversari del Cavaliere rischiano nuovamente di essere i suoi migliori alleati. Del resto, sul versante mediatico e televisivo, seppur non politico, abbiamo già assistito a qualcosa di simile.

Le performance recenti di Santoro e Travaglio hanno permesso proprio al Cavaliere di iniziare la rimonta elettorale. Non stupisce, pertanto, che nell’ambito del vasto ed articolato schieramento progressista – che non coincide, com’è ovvio, con l’attuale centrosinistra – ci sia chi contesta le posizioni politiche del centrodestra e di Berlusconi e, al contempo, e forse con maggior virulenza, il centrosinistra e lo stesso Bersani. Sarebbe questo il modo migliore per aiutare elettoralmente il centrosinistra e per sconfiggere definitivamente il centrodestra? Ho i miei dubbi, anche se si tratta di semplici opinioni.

Ecco perché, al di là del rispetto della legge del bipolarismo – esaltato, per l’appunto, dall’attuale sistema elettorale – il confronto sul cosiddetto “voto utile” è destinato ancora a dominare il confronto politico tra i partiti prima della contesa elettorale. E che non può essere banalizzato stupidamente. Un tema che però va affrontato laicamente, senza pregiudizi politici e senza pregiudiziali ideologiche.