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Rossomando: “Il tribunale di Pinerolo va salvato ad ogni costo”

Intervista ad Anna Rossomando su la Repubblica del 14/2/2013 – di Vera Schiavazzi

Avvocato penalista, già membro della Commissione Giustizia della Camera nella legislatura che si è appena conclusa, Anna Rossomando è al quarto posto tra i candidati del Pd alla Camera, nel collegio Piemonte 1.
Qual è il suo giudizio sulla riorganizzazione delle sedi giudiziarie approvata nei mesi scorsi?
«Condividiamo la ratio del provvedimento, ma la legge delega scritta dal centrodestra e poi il provvedimento assunto dal governo Monti contengono carenze e contraddizioni che vanno risolte, modificando alcuni tagli».


«Il taglio di Pinerolo è stato fatto senza tenere conto della necessità di decongestionare il tribunale metropolitano di Torino, così come i tagli nel cuneese non riflettono l’ampiezza di quel bacino di utenza. La giustizia deve essere un servizio efficiente per tutti, non una battaglia sui privilegi di pochi, dei quali invece siamo stati costretti a occuparci in questi anni».
«Sicuramente e si è affermato già con la presidenza di Mario Barbuto nello smaltimento dell’arretrato di cause civili. Tuttora Torino è l’unico tribunale che ha adottato il sistema delle notifiche penali via PEC. Si tratta di buone pratiche che andrebbero condivise in tutta Italia, superando la frammentazione di esperienze e le occasioni perse in questi anni ».
«No. Una giustizia veloce è anche più equa, garantisce i diritti di tutti ed è anche un motore di crescita per l’economia
di un territorio. Non è solo un problema di risorse: occorre affermare il principio che la legalità conviene, così come a Torino e in Piemonte si è già fatto promuovendo i corsi per la legalità in molte scuole. Ma inchieste come Minotauro sulle infiltrazioni mafiose al nord mostrano che non si può abbassare la guardia. Se vinceremo le elezioni, nei primi cento giorni ci impegniamo a reintrodurre il reato di falso in bilancio, quello di autoriciclaggio e di voto di scambio non solo quando i voti vengono pagati col denaro ».
Qual è la sua proposta sui tagli all’organico degli uffici giudiziari a Torino?
«La riorganizzazione delle piante organiche non può essere fatta solo di tagli, ma deve consentire il miglioramento: se si tagliano delle sedi non si può diminuire il personale di quelle che restano, in particolare a Torino, alla luce dei numeri e dei risultati ottenuti».
«Per il centrodestra è solo questione di edifici, noi puntiamo anche sul recupero delle persone, a vantaggio della sicurezza di tutti. Anche su questo terreno Torino è all’avanguardia».