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Lavoro, Damiano: “Staffetta generazionale valida ma con modifiche”
Cesare Damiano su Gli Altri del 31/5/2013
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“La volontà del Governo di intervenire a favore dell’occupazione dei giovani è molto positiva. La strada fondamentale, che richiede molte risorse, è quella della diminuzione del costo del lavoro per facilitare l’assunzione a tempo indeterminato di giovani e di ultra cinquantenni in cerca d’impiego. Su questo punto mi pare che ci sia una convergenza tra tutti i partiti.
Altrettanto interessante è l’idea della “staffetta generazionale” caldeggiata dal ministro Giovannini. L’idea, sulla quale si era già intervenuti al tempo del I e del II Governo Prodi, si è arenata sulla clausola che prevedeva il passaggio del lavoratore dal tempo pieno al part-time, a causa della conseguente drastica riduzione a metà dello stipendio. Per tradurre in pratica l’idea della “staffetta” si potrebbe, per ovviare a questo inconveniente, immaginare due possibili strade. La prima, quella di utilizzare i contratti di solidarietà “espansivi” che non riducono il salario in proporzione alla riduzione delle ore lavorate: questo favorirebbe la sostanziale salvaguardia del reddito.
La seconda soluzione potrebbe essere quella di inserire rapidamente nel sistema un principio di flessibilità nell’uscita verso la pensione. Se si rendesse possibile andare in pensione a partire dai 62 anni con una leggera penalizzazione, avendo maturato almeno 35 anni di contributi, il lavoratore potrebbe utilizzare tale opportunità continuando a lavorare par-time e percependo la metà della pensione; anche in questo modo ci sarebbe una sostanziale invarianza del reddito.
Se, a fronte di queste scelte, le aziende assumessero un giovane a tempo pieno, utilizzando, ad esempio, il contratto di apprendistato, potremmo dare un segnale positivo e di speranza al Paese, anche attraverso una sperimentazione temporanea”





