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PATTO DI STABILITÀ: “MODIFICATO IL PATTO DI STABILITÀ VERTICALE: UN PRIMO PASSO A FAVORE DEI COMUNI”

La Camera dei Deputati, nell’ambito dell’approvazione del decreto relativo al pagamento dei 40 miliardi di debiti della PA nei confronti delle imprese, ha altresì modificato il patto di stabilità verticale. Sono stati assegnati quindi più spazi finanziari per i Comuni italiani grazie all’approvazione di un emendamento presentato dal PD. In particolare, il 50% di questi nuovi spazi finanziari è stato riservato ai piccoli Comuni fra i 1.000 e i 5.000 abitanti.

In campagna elettorale avevo preso un impegno preciso, quello di rimuovere il vincolo del patto di stabilità per i piccoli Comuni. Aver esteso tale patto ai piccoli Comuni è stato un grave errore che impedisce alle amministrazioni locali  di impiegare le risorse in cassa (4 miliardi e 500 milioni di euro) per fornire servizi ai cittadini e per realizzare investimenti. La modifica del patto di stabilità verticale è un primo passo, ma bisogna fare di più per favorire i piccoli Comuni.

Se si vuole far ripartire l’economia occorre puntare sui territori e varare un nuovo patto per la Repubblica che metta al centro le politiche per investimento. Investire sui territori, consentire ai Comuni di riattivare la spesa per investimenti vuol dire mettere in moto 8 mila macchine su tutto il territorio nazionale. L’effetto distributivo è importantissimo ed il moltiplicatore economico sarebbe molto alto. Vorrebbe dire far lavorare migliaia di imprese, di artigiani e di professionisti. Per fare questo occorre rivedere le regole del patto di stabilità che devono diventare regole premianti per quegli enti che spendono bene, secondo costi standard definiti, e che realizzano politiche per investimenti. Enti che oggi invece sono penalizzati dalle regole attuali.

In Provincia di Vercelli i Comuni con popolazione fra 1.000 e 5.000 abitanti sono 22 su 86, e i loro amministratori dichiarano unanimemente di non essere in grado di rispettare le limitazioni di bilancio imposte dal patto di stabilità. Con le modifiche adottare in Aula alla Camera si è finalmente cominciato ad ascoltare le esigenze degli amministratori e a rimettere mano seppur parzialmente al patto di stabilità.

On. Luigi BOBBA

Deputato PD Piemonte