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5 PER MILLE. “FARE CHIAREZZA SUI FONDI RACCOLTI E SUI CRITERI PER IL RICALCOLO”

“Nel 2011, relativamente alla dichiarazione dei redditi 2010, i cittadini aderenti all’istituto del cinque per mille sono stati 16,7 milioni e l’ importo totale risulta pari a 391 milioni di euro. Nel 2009, invece, a fronte di un’adesione di 15,4 milioni di cittadini l’importo finale è stato di circa 420 milioni di euro, mentre nel 2010 l’importo è salito a 463 milioni di euro con un’adesione di 16,1 milioni di cittadini.

Ho chiesto al Governo di spiegare le ragioni per cui aumentando il numero dei cittadini che devolvono il 5 per mille, l’importo del 2011 risulti inferiore a quello degli anni precedenti. Inoltre, contribuenti ed associazioni hanno il diritto di sapere come viene ricalcolato il coefficiente per la distribuzione dei contributi quando il tetto massimo viene superato”: questa la richiesta avanzata con un’Interpellanza dall’On. Luigi BOBBA (PD) e rivolto al Ministro dell’Economia e delle finanze.

Spiega l’On. Luigi BOBBA: “L’istituto del cinque per mille è stato istituito, a titolo sperimentale, con la legge finanziaria del 2005, con lo scopo di dare la possibilità al contribuente di destinare il cinque per mille dell’IRPEF al finanziamento delle organizzazioni non profit, associazioni di volontariato, enti di ricerca scientifica, universitaria e sanitaria, Comuni, associazioni sportive dilettantistiche, ecc. Un istituto che ha trovato una forte adesione nei cittadini ed è stato riproposto attraverso le leggi finanziarie successive, senza però arrivare alla stabilizzazione legislativa. L’attuale normativa prevede un tetto massimo di 400 milioni di euro che lo Stato devolverà in base alle scelte fatte dai contribuenti. Tale tetto è stato superato, infatti nel 2009 l’importo finale è stato di circa 420 milioni di euro, attestando una partecipazione alla scelta di 15,4 milioni di cittadini; nel 2010, l’importo è salito a 463 milioni di euro con un’adesione di 16,1 milioni di cittadini. Ad oggi, però, non è dato di sapere, qualora il tetto di spesa venga superato,  come venga ricalcolato il coefficiente per la devoluzione di fondi agli enti beneficiari scelti dai cittadini. Per questo ho chiesto al Governo di esplicitare le modalità di calcolo relative agli importi del 2009 e 2010, e di spiegare perché l’importo del 2011 risulta essere inferiore (391 milioni) nonostante sia cresciuta la platea degli aderenti”.

On. Luigi BOBBA

Deputato PD

Commissione Bilancio