ALESSANDRIA. FORNARO e BORIOLI (PD): PIÙ TEMPO PER IL RISANAMENTO DEI CONTI
“Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato una norma che garantisce, ai comuni con più di 60.000 abitanti e che abbiano posto in essere misure di riduzione dei costi dei servizi e di razionalizzazione delle società e degli organismi partecipati, tali da incidere sul riequilibrio del bilancio degli stessi enti, di raggiungere, in deroga alle norme vigenti, l’equilibrio entro l’esercizio in cui si completa la riorganizzazione dei servizi comunali e la razionalizzazione di tutti gli organismi partecipati e comunque entro tre anni compreso quello in cui è stato deliberato il dissesto.
Il decreto prevede,inoltre, che eventuali sanzioni per lo sforamento del patto di stabilità nell’anno 2012, saranno poste a carico del comune nel terzo anno successivo a quello del bilancio stabilmente riequilibrato.
Il comune di Alessandria ha, dunque, un anno in più per riequilibrare i conti e pagherà l’eventuale sanzione relativa al patto di stabilità nel 2017.
E’ il punto di arrivo di un lungo lavoro di interlocuzione con il governo, iniziato nell’aprile scorso con l’inserimento nella legge 35, la cosiddetta “paga debiti” di un emendamento al Senato (a prima firma Fornaro) che portava da 1 a 2 anni la tempistica per il riequilibrio degli enti in dissesto.
Il decreto e’ un importante risultato ottenuto grazie all’attenzione dimostrata dal Governo, da ultimo in particolare dal vice ministro all’Economia Stefano Fassina, per trovare una soluzione che consenta ad Alessandria di lavorare con maggiore serenità per uscire dal dissesto e ricercare un percorso di risanamento che attenui al massimo gli effetti negativi sui lavoratori e sui cittadini, causati dai comportamenti scellerati di quelli hanno portato la città nel baratro.
Un atto di fiducia nei confronti del Sindaco Rita Rossa e della sua giunta e dei loro sforzi per rispettare la legge, senza però dimenticare l’obiettivo di riportare Alessandria al posto che merita in Piemonte e in Italia”.
Lo scrivono in una nota i senatori FEDERICO FORNARO e DANIELE BORIOLI (PD)





