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Conti in ordine e legge elettorale. Così si può tornare alle urne

Cesare Damiano su Gli Altri del 4/10/2013

La crisi di Governo, iniziata prima con le dimissioni dei parlamentari e poi dei ministri del Pdl, costituisce un grave atto di irresponsabilità istituzionale che porta il paese sull’orlo del baratro. Una scelta,  quella del centrodestra, che si fa gioco di 60 milioni di italiani e delle risposte urgenti di cui necessitano, per acconsentire ai desiderata del solo Berlusconi. Qualcosa di nuovo? No, il centro destra  ha sempre curato gli interessi del suo leader con diversi provvedimenti ad personam quando aveva la maggioranza in Parlamento.

Questo atteggiamento “privatistico”, oltre che  intaccare le istituzioni ed il loro profondo significato civile e costituzionale, ha causato un ulteriore allontanamento dei cittadini dalla politica. Con la sentenza della Corte di Cassazione del primo agosto scorso è ripreso il circo mediatico della “vittima” Berlusconi a causa dell’accanimento, a detta del Pdl, del potere giudiziario italiano.

La Corte  ha avuto l’ardire, secondo il centrodestra, di non annullare le sentenze dei due gradi di giudizio precedenti, bensì di confermare la condanna a 4 anni per evasione fiscale. Un mese fa, per stessa dichiarazione di Berlusconi, il centrodestra aveva rassicurato il Paese che le vicende giudiziarie non avrebbero intaccato l’azione del Governo, ma subito dopo è esploso l’accanimento politico e mediatico contro l’Esecutivo , accusato da ultimo di non voler fermare l’aumento dell’Iva.

La coalizione di Governo, com’è noto, è nata per rispondere ai bisogni più urgenti dei cittadini e non perchè il Partito Democratico o il Popolo della Libertà ne avessero desiderio. E’ stata una scelta obbligata e di responsabilità per non lasciare il Paese nell’incertezza istituzionale, per affrontare i problemi economici e sociali e per mantenere fede agli impegni presi con l’Unione Europea.

La questione dell’Imu è stata una delle forzature messe in atto da Berlusconi per impostare la sua campagna elettorale anziché svolgere un’equilibrata azione di Governo.

Dal mio punto di vista il pagamento dell’Imu doveva essere mantenuto, per chi ha redditi più alti, nel rispetto dei principi di equità e di capacità contributiva . Il centrodestra ha voluto favorire il 10% della popolazione italiana che possiede il 50% del patrimonio senza preoccuparsi delle conseguenze e, ancor peggio, cercando di attribuire al Partito Democratico la responsabilità dell’aumento dell’Iva. Aumento che noi non vogliamo, ma che diventa necessario se non si trovano le coperture finanziarie sufficienti, dato che per l’Imu si sono stanziati più di quattro miliardi.

Con le dimissioni dei ministri dal Governo, il centrodestra ha dimostrato quanto abbia a cuore gli interessi del paese, vale a dire zero. L’Italia è messa a dura prova dalla crisi e l’azione dell’Esecutivo sta cercando di favorire la ripresa, ancora debole e lontana, intercettando l’inversione di tendenza riscontrata dall’Istat. L’azione del Pdl è quindi quanto mai scellerata e pericolosa. Ogni giorno si hanno crisi industriali per le quali servono risposte concrete e sistemiche. Si veda in ultimo i 1400 esuberi minacciati dal gruppo Riva in aziende produttive e senza problemi, questione fortunatamente risolta con la ripresa delle attività lunedì scorso. Il varo della Legge di Stabilità rappresenta un nodo cruciale per il Paese, necessario e non rinviabile per affrontare temi fondamentali: il taglio del cuneo fiscale, il rifinanziamento della cassa integrazione in deroga, della quale il Ministro Giovannini ha annunciato la riforma, e la correzione del sistema pensionistico. Priorità improcrastinabili.

Come Partito Democratico, crediamo che sia impossibile pensare ad un nuovo turno di elezioni politiche senza che sia riformata la legge elettorale. E’ necessario ricostruire la rappresentanza cancellata dal Porcellum eliminando le liste chiuse e restituendo ai cittadini il diritto di scegliere il candidato.

E’ doveroso riportare al centro del dibattito politico e culturale i fondamenti della nostra costituzione: il rispetto delle istituzioni e del mandato elettorale che un parlamentare deve onorare e non gestire con finalità legate ad interessi di parte, ma un modo tale che incarni la responsabilità di governo e il dovere di agire nell’esclusivo interesse della collettività.