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Damiano: “Non si può saccheggiare un’altra volta le pensioni”
Intervista a Cesare Damiano su L’Unità del 15/11/2013
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«Ogni dubbio sulla tenuta dei conti dell`Inps va fugato. Non è possibile sottoporre a continue docce fredde lavoratori e pensionati, le cui risorse sono state già ampiamente saccheggiate». Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro della Camera, commenta l`allarme di Mastrapasqua – poi corretto in serata – sui conti dell`Inps.
Presidente Damiano, che effetto le hanno fatto quelle dichiarazioni?
«La fusione con l`Inpdap ha creato un disavanzo, ma è una questione contabile. Detto ciò, se ci sono problemi derivanti dalla diversa natura degli enti che si sono fusi, bisognerà risolverli prevedendo dei trasferimenti che coprano i contributi “virtuali” dell`istituto dei dipendenti pubblici. Non possiamo però creare nuovi problemi alle pensioni, su cui si è già tagliato molto».
Che cosa intende?
«La “riforma” Fornero farà risparmiare in quarant`anni, dal 2020 al 2060, ben 300 miliardi di euro, che passano dalle pensioni alla copertura del debito, e ne rappresentano il 15%. Dall`altra parte qualche tempo fa Mastrapasqua aveva ricordato che le riforme Damiano (con le quote) e Sacconi (con la finestra mobile di un anno) hanno allineato il sistema pensionistico italiano agli standard europei, con un`uscita dal lavoro verso la pensione attestata mediamente sui 61 anni e tre mesi. Abbiamo purtroppo battuto qualsiasi primato nel continente: siamo quelli che arrivano prima dei tedeschi ai 67 anni di età pensionabile. Sulle pensioni ultimamente ho sentito troppe sciocchezze».
Me ne dica una…
«La più pericolosa è quella detta da un supporter di Renzi, Davide Serra, che ha affermato alla Leopolda che i pensionati col sistema retributivo “sono dei ladri”. Per fortuna, anche se solamente ieri, Renzi ha dichiarato di non voler mettere in discussione le pensioni, anche se sostiene la riforma Fornero: almeno così gli operai che hanno pensioni “d`oro” da ben 1.100-1.200 euro netti mensili, dopo 40 anni di lavoro, dovranno dormire sonni tranquilli. Non vorrei che questo sonno fosse turbato da una montatura sui conti dell`Inps».
I sindacati temono proprio questo, che ne pensa?
«Bisogna distinguere. Un conto è far pagare un contributo di solidarietà alle pensioni dai 77mila euro lordi in su, come ipotizzato in Finanziaria. Si può fare cancellando l`indicizzazione al costo della vita. Un altro conto è immaginare di toccare gli assegni medio-bassi in essere. Oltre a esistere un problema di costituzionalità, sarebbe un altro saccheggio ai pensionati. Semmai, come Pd dobbiamo batterci per indicizzare meglio le pensioni. Il 91% dei pensionati percepisce un assegno inferiore ai 2.405 euro lordi mensili, rateo della tredicesima esclusa. Sono le pensioni di operai e impiegati, non certo quelle d`oro…».





