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Bobba: “Governo prenda l’impegno di tornare indietro oppure ci penserà la Camera”
Intervista a Luigi Bobba su Avvenire del 20/12/2013 – di Marco Iasevoli
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La cosa sorprendente, spiega il deputato Pd Luigi Bobba (ex presidente delle Acli), è la «contraddizione totale» tra l’emendamento presentato al Senato e la delega fiscale licenziata dalla Camera. «Legga qui, articolo 14 della delega: il riordino del sistema dei giochi passa per una riduzione complessiva del numero di macchinette, rafforza le norme di indirizzo sulla pubblicità e, soprattutto, inserisce i sindaci a pieno titolo nella concessione delle autorizzazioni. I miei colleghi a Palazzo Madama farebbero meglio a licenziare questo testo in fretta, piuttosto che tenerlo bloccato per mesi e nel frattempo penalizzare chi, come comuni e regioni, si arrangia come può per porre rimedio ai disastri sociali delle ludopatie. Pagando anche un prezzo salato…».
Quale prezzo?
«I sindaci sono sommersi dai ricorsi al Tar: i concessionari sostengono che le decisioni comunali per limitare le slot scavalchino le competenze statuali. Gli enti locali sono soli».
Ora che si può fare sull’emendamento?
«Ci sono due strade. Uno: il governo assume l’impegno ad abrogare la norma nel primo provvedimento utile. Due: se non lo farà, interverrà la Camera costringendo il Senato alla terza lettura del decreto, fosse pure il 31 dicembre».
Di recente sono stati elusi diversi tentativi di intaccare Azzardopoli…
«Nella legge di stabilità volevamo alzare il prelievo sulle videolottery dal 5 al 12,7 per cento, come per le slot, e allineare le percentuali di vincita. Nulla da fare, e il governo è stato tetragono. Ma ora basta con regimi fiscali agevolati e paypal più alti per alcuni giochi, così si favorisce il danno sociale».





