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Bobba: “Le unioni civili, non sono la priorità, neanche per Matteo”
Intervista a Luigi Bobba su L’Unità del 17/12/2013 di Maria Zegarelli
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«Credo che il segretario abbia solo rilanciato un impegno elettorale ma la forma giuridica va approfondita. Occupiamoci di famiglie». Nel suo manifesto personale, «Perché ho scelto Matteo Renzi», scritto alla vigilia delle primarie, Luigi Bobba, cattolico, ex presidente delle Acli, la «civilpartnership» non ce l`aveva proprio messa. «Ritenevo che i temi più importanti da mettere in agenda fossero altri. E lo penso ancora adesso. La gente ci giudicherà su quello che riusciremo a fare per il lavoro e per la crescita».
Renzi che inserisce nell`agenda le unioni omosessuali l`ha un po` spiazzata?
«Ma no».
Ritiene sia una mossa inopportuna?
«No, semplicemente quella delle unioni civili non la considero una priorità. Ma neanche Renzi. L`ha solo citata tra le diverse cose da inserire. Le stelle polari anche per lui sono altre: lavoro, Europa, riforme istituzionali».
Lui però dice che in un patto di governo ci dovrà essere anche questo tema e che il modello è la civil partnership.
«Non so bene cosa comporti il modello inglese, ma nella sostanza era già nel nostro programma elettorale. Quello che aveva indicato Bersani era il modello tedesco. Credo che Renzi voglia solo riproporre la linea che era già stata scelta in campagna elettorale e che tende a riconoscere le unioni civili. Vedremo in quale forma giuridica. Per quanto mi riguarda sono d`accordo che ci sia un elemento di riconoscimento dei diritti, ma ci vuole anche un elemento di differenziazione dal matrimonio».
Ovvero?
«Matrimonio e unioni civili non possono essere costituzionalmente equiparabili. Si tratta di due realtà diverse che vanno riconosciute ma non giustapposte. Il matrimonio è regolato dall`articolo 29 della Costituzione, nel caso del riconoscimento unioni omosessuali si può far riferimento all`articolo 2 della Costituzione, ovvero alla tutela del singolo e delle “formazioni sociali in cui si esprime la sua personalità”».
Renzi non parla di matrimonio.
«Eh, ma vorrei capire meglio: per esempio, come la mettiamo con la questione delle adozioni? Penso che almeno su quel campo ci voglia una prudenza per affrontare un tema così delicato».
Quindi: no alle adozioni. Poi?
«Non vorrei affrontarla in modo così garibaldino. Non bisogna guardare le cose con occhi pregiudiziali,in senso negativo, ma neppure darle per scontato. Bisognerà preparare un testo equilibrato e che non confonda le diverse realtà. So che Scalfarotto è per il matrimonio egualitario, io penso che ci vogliano due istituti con carattere diverso. Uno c`è già se ne conosciamo un altro non può essere la stessa cosa».
E se fosse il governo a presentare una proposta come suggerisce Scalfarotto?
«Il governo ha molte altre cose da fare il governo. Deve occuparsi di lavoro, crescita… E su questo che la gente ci giudicherà. Il tema delle unioni civili credo stia bene nelle mani del Parlamento».
Al Senato ci sono tante proposte. Compresa quella che indica la via privatistica dei contratti di convivenza…
«Ecco, bisognerà valutare anche questo aspetto. Credo che l`importanza sia riconoscere alle persone determinati diritti».
Ne ha discusso con Renzi?
«Personalmente no, ma prima ancora delle elezioni c`era già stato un documento di indirizzo approvato a larghissima maggioranza, al termine di un lavoro coordinato da Rosy Bindi. Non è che possiamo ricominciare sempre da capo. E poi tutti si sono concentrati su questo punto, ma Renzi ha detto anche un`altra cosa, che non è un paese civile quello che ha un fondo per le famiglie pari a sei volte meno il fondo per l`editoria. Forse questo tema andrebbe posto con altrettanta forza. Non siamo un paese amichevole nei confronti dei bambini e delle famiglie, tradizionali o no, che hanno figli. Anche questo è un tema importante, almeno quanto la questione delle unioni».





