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Damiano: “Più salvaguardati e meno tasse, è la strada giusta”
Intervista a Cesare Damiano su L’Unità del 16/12/2013 – di Andrea Bonzi
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Con le nuove modifiche la legge di Stabilità è stata messa «sulla buona strada». La pensa così Cesare Damiano, ex ministro del Lavoro del governo Prodi e attuale presidente della commissione Lavoro della Camera, il quale plaude agli ultimi emendamenti presentati governo, insistendo però sulla necessità di mettere mano – e soldi – per correggere i «guasti» creati dalla riforma Fornero sulle pensioni.
Presidente Damiano, dal cuneo per il taglio del costo del lavoro si sta passando a un fondo per ridurre la pressione fiscale, che amplia la platea dei beneficiari alle piccole imprese, ai lavoratori autonomi e ai pensionati. Cosa ne pensa delle modifiche allo studio del governo?
«La costituzione di un fondo che agisca sul cosiddetto cuneo fiscale, diminuendo la pressione sulle imprese e sul mondo del lavoro, rappresenta una strada giusta, soprattutto nella nuova versione che distribuisce le risorse tra i dipendenti (60%) e le attività (40%). Estendere l`intervento ai lavoratori autonomi, da una parte, e ai pensionati, dall`altra, è sicuramente un ulteriore segno di attenzione alla complessità del mondo contemporaneo».
Ma più si allarga la platea…
«… meno incidono gli sconti, è ovvio. Inoltre, sono piuttosto critico sulla scelta del governo di indirizzare tutte le risorse recuperate dalla spending review e dalla lotta all`evasione a questo tema. Insisto: una quota dovrebbe essere destinata a cambiare la “riforma” delle pensioni targata Fornero».
In che modo?
«Ad esempio, con una misura universale per le vecchie e le nuove generazioni, che introduca la flessibilità nell`uscita dal lavoro fra i 62 e i 70 anni. Una riforma che ha un costo, ma che risolverebbe la mancanza di gradualità nel sistema pensionistico, che ha prodotto l`enorme problema degli esodati».
A questo proposito, nella legge di Stabilità l`esecutivo prevede altri 453 milioni nel 2014 e 2015 per sistemare 17.000 esodati. È abbastanza?
«Questa misura, per la quale come Pd abbiamo duramente combattuto, si aggiunge ai 6.000 salvaguardati previsti precedentemente. Nel complesso arriviamo a tutelare oltre 160mila lavoratori, con un impegno di spesa di circa 10,5 miliardi di euro. Non è poco: interveniamo in modo deciso sull`iniquità prodotta dall`ex ministro. Del resto, Letta aveva promesso provvedimenti significativi che noi abbiamo sostenuto e che si realizzano anche grazie all`enorme mobilitazione dei lavoratori».
Lei ritiene che, così come sono, questi provvedimenti siano sufficienti per dare la scossa necessaria all`economia?
«È un testo poco “elettrico” per quanto riguarda la spinta sull`economia, facciamo i conti con risorse limitate. Ma mi sembra che, con determinate pressioni sul governo, si ottengano risultati: l`indicizzazione delle pensioni è positiva. Oltre a vigilare sugli esodati, insisterei sul fatto di favorire interventi a vantaggio dei giovani, con emendamenti per facilitare l`accesso al bonus precari e l`estensione del principio di automaticità delle prestazioni previdenziali anche ai lavoratori parasubordinati, nel caso in cui il committente non abbia versato i contributi. Sarebbe un bell`esempio di universalizzazione dei diritti, proprio come quella che sostiene il neosegretario Pd, Matteo Renzi. Su questo, credo che ci darà una mano».
I sindacati hanno protestato perché non sono soddisfatti di questo ddl. Che cosa direbbe ai leader di Cgil, Cisl e Ui l?
«La loro mobilitazione è importante. Abbiamo visto che la protesta e il malessere nel Paese sono palpabili, solo i sindacati possono depurarli da qualsiasi spinta eversiva. La prima stesura della legge effettivamente era debole e non conteneva evidenti principi di equità sociale, le modifiche apportate al Senato e alla Camera hanno corretto il tiro. Penso che la mobilitazione sindacale sia utile, soprattutto se si prefigge obiettivi selezionati».
A breve ci sono le scadenze sull`Imu, se ne discute ancora. Non ha già perso troppo tempo il Paese su questo tema?
«Siamo tutti stanchi di parlare di tassazione sulla casa. Io sarei favorevole a reintrodurre l`Imu sulla prima casa per i ricchi: è stato sbagliato investire 4 miliardi di euro. Si è fatto più per garantire la stabilità della maggioranza che quella del Paese. Per fortuna adesso sta passando in secondo piano».





