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Il discorso programmatico del presidente Chiamparino

chiampa_consiglio2su Piemonte Informa – Sito ufficiale della Regione Piemonte

“Il lavoro è la speranza, il futuro, la base della cittadinanza, e pertanto sarà il punto di riferimento e verifica del nostro operato”: è da questa convinzione che il presidente Sergio Chiamparino è partito per illustrare al Consiglio regionale, nel corso della seduta dell’8 luglio, il programma di governo che la Giunta perseguirà nei prossimi cinque anni.

Lavoro. Sarà l’alfa e l’omega di questa legislatura. Nella regione che ha guidato la rivoluzione manifatturiera italiana deve compiersi una nuova rivoluzione. Per sostenerla, punteremo a creare un ambiente amico del lavoro e dell’impresa, stabilire con le imprese e le parti sociali un rapporto di ascolto reciproco e di decisioni condivise, perché il lavoro non si crea solo con le leggi e le delibere.

Legalità. Torino e il Piemonte sono stati fino ad oggi un sistema sano, senza episodi di corruzione, e questo è orgoglio di tutti. Ma bisogna rafforzare le difese costruendo una cultura della legalità capace di espellere il germe della criminalità organizzata, e la Regione deve diventare un punto di riferimento per affrontare la sfida della legalità per tutti.

La macchina regionale. Per far ripartire il Piemonte occorre per prima cosa rendere più efficiente e più giusta la macchina regionale, che va riorganizzata. Vogliamo ridurre i costi della politica, allineando le indennità dei consiglieri a quelle del sindaco di un capoluogo. Una maggiore trasparenza si ottiene anche semplificando le procedure e riducendo la burocrazia, utilizzando i fondi europei per digitalizzare e rendere accessibili in rete i dati sugli appalti e le gare, promuovendo l’autocertificazione, lanciando le zone a burocrazia zero. Vogliamo creare una centrale unica per le riscossioni, amichevole e accessibile. Per essere trasparente e credibile, la Regione deve anche onorare i suoi debiti e pagare i fornitori secondo le regole europee. Va rivisto il sistema delle società partecipate, dove ci sono elementi di forte potenzialità ed altri che sono ricordo del passato. La Regione deve concentrarsi sulle sue funzioni primarie, programmare e legiferare, mentre i compiti di gestione spettano alle strutture più vicine ai cittadini, ai Comuni e alle loro aggregazioni, prima fra tutte la Città metropolitana.

Sanità. I principali obiettivi sono garantire alle persone uno stato di salute sempre migliore, diminuire le liste di attesa, attirare investimenti, promuovere una sanità pubblica sostenibile sul piano finanziario ed evitare di appesantire il carico fiscale, e se possibile riducendo i ticket. La programmazione va costruita con i sindaci e tutti i protagonisti del sistema sanitario. L’integrazione tra pubblico e privato è possibile, a condizione che indirizzi e controlli pubblici siano puntuali e efficaci e che i privati concorrano al loro raggiungimento. Per realizzare queste linee, occorre riorganizzare la rete ospedaliera integrando la rete territoriale con gli ospedali, rilanciando la prevenzione e i modelli positivi negli stili di vita. La medicina di base deve essere la prima tappa della presa in carico (e non dello ‘scarico’) del paziente, attraverso un lavoro integrato e organizzato che non si limiti alla produzione di ricette. Una efficiente rete di strutture di emergenza e un’adeguata continuità assistenziale può consentire anche il mantenimento di presidi sul territorio, in grado di accogliere e i pazienti e le loro famiglie. E’ altrettanto importante centralizzare gli acquisti e compiere un attento esame della situazione edilizia dei nostri ospedali. Le Città della Salute di Torino, nell’area del Lingotto, e di Novara e il decollo dei nuovi ospedali di Biella e di Alba-Bra sono al centro di questo progetto. Mancano i fondi nel Patto nazionale per la salute, ma non ci scoraggiamo perché troppi ospedali hanno più di 70 anni ed è necessario un graduale rifacimento con risorse pubbliche e private.

Trasporti e infrastrutture. I nostri obiettivi principali sono la programmazione integrata del trasporto gomma/rotaia attraverso lo sviluppo del progetto di Metropolitana regionale; la liberalizzazione (che non significa privatizzazione) attraverso gare per lotti funzionali, la revisione del contratto di servizio con Trenitalia. Queste linee di azione non sono in alternativa alle grandi opere già avviate, come la Torino-Lione, che dobbiamo accompagnare scegliendo tra progetti di crescita duratura per la Valsusa, ed il Terzo valico, per il quale proponiamo di adottare il metodo dell’Osservatorio che tanti risultati ha dato in Valsusa. Così il Piemonte diventerà una piattaforma logistica per lo scambio delle merci con il Nord Europa.

Innovazione. Fare innovazione significa prima di tutto attirare nuove risorse umane. La sfida è quella di garantire migliori opportunità di studio e formazione per i giovani, ripristinando il livello di borse di studio precedente gli ultimi tagli, assegnandole a tutti coloro che ne hanno diritto. Vogliamo aumentare la percentuale di laureati e far diminuire la dispersione scolastica, incrementando il lavoro giovanile. Intanto, il Piemonte ha già in parte anticipato il Piano Garanzia Giovani. Vogliamo rilanciare gli investimenti esteri, affiancando ai servizi che già si occupano di sostenere l’export una nuova agenzia di promozione che faccia conoscere in tutto le potenzialità del Piemonte. In questo ambito l’automotive è una piattaforma fondamentale: perché i nostri prodotti tornino ad affermarsi in tutto il mondo come è avvenuto negli anni Ottanta e Novanta del secolo scorso occorre che la Fiat, dopo il positivo lancio del polo Maserati, affianchi al segmento Premium una linea di produzione per un motore ecosostenibile.

Fondi europei. Come è noto, i fondi europei 2014/2020 rappresentano una delle poche possibilità di finanziamento per far ripartire la crescita in Piemonte nei prossimi anni. Presenteremo in luglio il piano dettagliato dei progetti, che si concentrerà su alcuni filoni precisi, come i poli e le piattaforme tecnologiche, l’informatizzazione della pubblica amministrazione, il sostegno al credito. Il principio di base è quello di intrecciare innovazione tecnologica e innovazione sociale mediante pacchetti integrati che puntino su sviluppo della ricerca, investimenti innovativi, partecipazione al mercato del lavoro e accompagnamento al lavoro attraverso la formazione, pensando innanzi tutto alle donne e ai giovani.

Terrritorio e crescita. Natura, territorio e paesaggio vanno preservati attraverso il lavoro intelligente dell’uomo. Occorre ridurre il consumo di suolo e accompagnare la promozione con un costante impegno di riambientazione paesaggistica, come dovrà avvenire zone di Langhe-Roero e Monferrato Patrimonio dell’umanità. Vogliamo investire sulle risorse locali, offrendo nuove opportunità anche occupazionali a chi vive in montagna, puntare sul turismo naturalistico.

Agricoltura. E’ un asse portante dell’economia piemontese e che ha bisogno di sostegno e di innovazione. Partendo dalla politica agricola nazionale e comunitaria, che ha garantito in misura accettabile le tradizionali produzioni piemontesi, si deve con un uso opportuno del Piano di sviluppo rurale accentuare specificità come la filiera corta e garantita, l’inserimento dei prodotti locali di qualità nelle grandi reti distributive, la collaborazione con l’Università e l’Istituto Zooprofilattico per il costante sviluppo delle garanzie di sicurezza alimentare.

Turismo e cultura. Se la terra e il paesaggio sono alla base del nostro turismo, la cultura ne è il polo trainante che deve produrre la coscienza civile della comunità, da finanziare con i fondi pubblici, e organizzare manifestazioni che creino lavoro e producano risorse stando sul mercato. Il turismo è un settore in crescita che richiede progetti mirati ed una governance efficace.

Coesione sociale e diritti. Senza coesione sociale non c’è crescita né cittadinanza. Lavoro e sostegno al reddito sono i cardini dei diritti fondamentali di tutti i piemontesi, così come la casa e la scuola, da declinare intorno alla centralità della famiglia come cellula-base di una comunità che è cambiata sul piano demografico, sociale, culturale e di politiche sociali che devono avere nella civil partnership il proprio punto di riferimento. In questa direzione vogliamo agire anche con un sostegno particolare alle politiche per l’infanzia, per offrire a tutte le famiglie la possibilità di poter inserire negli asili nido e nelle scuole materne i propri figli, liberando così anche nuove potenzialità di lavoro delle donne. Le politiche per la casa devono passare attraverso il riordino delle ATC e un piano di housing che risponda a bisogni ormai molto differenziati – edilizia sociale, convenzionata, universitaria – che attinga i suoi finanziamenti nel pubblico, nel privato e nel privato sociale. Siamo pronti a contribuire a gestire le situazione di emergenza dei migranti, che deve diventare un tema europeo per arrivare ad organizzare punti di raccolta e corridoi umanitari che evitino il ripetersi delle tragedie in mare Ascoltare per decidere. Su queste linee-guida partiremo anche per coordinarci con altre Regioni, per esempio quelle alpine, e per far sentire con più forza al Governo la voce del Piemonte. Ci prepariamo a governare con l’umiltà di intende ascoltare e con la determinazione di chi vuole decidere.