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Costi politica: Piemonte, -10% indennità consiglieri, risparmiati 800mila euro l’anno

taglio-costi-politica(ANSA) – TORINO, 4 NOV – Nei giorni in cui le Regioni italiane sono nell’occhio del ciclone per i rilievi della Corte dei Conti, il Piemonte guidato dal presidente della Conferenza delle Regioni Sergio Chiamparino taglia del 10% le indennità dei consiglieri regionali. Il provvedimento, approvato questa sera, porterà un risparmio di oltre 800mila euro l’anno. Ma è solo il primo passo, ha sottolineato la maggioranza, di un percorso di contenimento dei costi il cui obiettivo finale è l’equiparazione del trattamento economico dei membri del Consiglio piemontese all’indennità del sindaco del capoluogo. La proposta, presentata dall’Ufficio di presidenza dell’Assemblea legislativa piemontese con primo firmatario il presidente del Consiglio regionale Mauro Laus, ha avuto il via libera dell’aula alla fine di una giornata di discussione serrata. Era stato lo stesso Chiamparino quindici giorni fa, presentando il piano messo a punto per fronteggiare la difficile situazione finanziaria della Regione Piemonte, a proporre il taglio. “Un piano di questo genere – aveva affermato allora il presidente – non può non essere accompagnato da una riduzione significativa dei costi della politica.

Per me il riferimento è quello della Costituzione, che quando sarà modificata dirà che il limite è lo stipendio del sindaco del Comune capoluogo. Nel frattempo l’idea è quella di un taglio delle indennità attuali del 10-15%”. E il vicepresidente Aldo Reschigna, oggi presente in Consiglio regionale mentre Chiamparino era a Roma, ha sottolineato che “la Giunta considera il provvedimento positivo e importante”. Alla fine quasi tutte le forze politiche hanno dato voto favorevole e il provvedimento è passato con 43 sì e 2 non votanti (il presidente del Consiglio regionale, come di prassi, e un esponente di Fdi). Non hanno però partecipato al voto la Lega e Scelta Civica. “Questo – ha sottolineato il capogruppo del Pd Davide Gariglio, segretario regionale del partito – è un segnale che vogliamo dare ai cittadini. La classe politica si leva qualcosa, visto che va a chiedere qualcosa ai piemontesi”. Il capogruppo di Sel, Marco Grimaldi, ha osservato che “pagando un contributo a questa crisi i consiglieri regionali fanno una cosa normale, ed è giusto che chi ha la fortuna di guadagnare di più paghi in misura maggiore”. Il capogruppo di Forza Italia, Gilberto Pichetto, ha annunciato il voto a favore dicendosi d’accordo sul segnale. Ma ha richiamato i colleghi, ricordando come “l’indennità dei consiglieri dovrebbe essere a garanzia dell’indipendenza”. “Ci vorrebbe una classe politica pagata anche come Antonella Clerici, ma in grado di ottenere dei risultati”, ha sostenuto la capogruppo della Lega, Gianna  Gancia, che ha chiesto all’aula di “rinunciare almeno per oggi al gettone”, in realtà già abolito nella precedente legislatura guidata dal leghista Roberto Cota.

Sulle barricate i pentastellati, che si sono detti pronti a sostituire il taglio del 10% con uno del 50%. “Voteremo comunque la norma – ha puntualizzato alla fine l’ex capogruppo del Movimento 5 Stelle Davide Bono – perché ogni riduzione, anche minima, è benvenuta. Ma questo taglio non è sufficiente”.