Magda Negri: 2015, per un partito esigente
Tanti auguri a tutti e specialmente al PD. Tante volte ci si interroga su come si può aiutare, anche dal Piemonte e in Piemonte, questo il processo di riforme indispensabile al Paese, alle famiglie e ai giovani che il Governo Renzi ha messo – pur con tante contraddizioni – in atto. Fra pochi mesi il tribunale dell’Europa, ci piaccia o no, emetterà su di esso un suo verdetto. Dobbiamo capire davvero che tutti i paesi europei hanno perso quote di sovranità nazionale e che bisogna raggiungere un nuovo equilibrio tra austerità e sviluppo. Penso che abbiamo almeno tre leve da muovere: il Governo, i Gruppi parlamentari e gli eletti ad ogni livello, il Partito degli iscritti e dei militanti e, come dice il nostro Statuto e come il Segretario Gariglio ha con tanta forza ripetuto nella sua campagna congressuale, il bacino ricco degli elettori delle primarie che possiamo considerare come il cerchio più largo dei cittadini che amano il PD e che se ne sentono parte.
Il 2015 sarà un anno di verifica delle nostre capacità, come gruppi dirigenti, intellettuali, nuove giovani forze, di valorizzare tutto l’arco delle nostre risorse: 1. il ruolo degli iscritti a livello piemontese, da considerare sempre più come quadri qualificati, portatori di specifici diritti e competenze; 2. la costruzione e l’agibilità politica dell’albo degli elettori delle primarie da interpellare e coinvolgere su singole campagne; 3. la prima linea degli amministratori locali, a cui dare il senso di una missione di riscatto del Piemonte, travolto da un debito decennale che limiterà le nostre possibilità espansive e che era in gran parte ignoto quando ci candidammo alla guida del Piemonte.
L’Assemblea Regionale è uno strumento importante leggitimato dalle elezioni primarie e sta ora lavorando a darsi regole per il proprio buon funzionamento. Penso che nel 2015 sia necessaria una Conferenza di Programma da costruire con metodi nuovi.
Sia a livello regionale, comunale, come a livello nazionale la società italiana è troppo complessa per poter essere interpretata e governata solo dal partito del leader o dai subpartiti dei leader locali.
La resistenza dei fatti e dei problemi pre-esistenti, la crescente disaffezione dei cittadini verso ogni politica chiede ad ognuno di noi di costruire un partito davvero moderno, aperto, inclusivo, esigente nella battaglia politica, capace di una nuova egemonia culturale, di visione del futuro.
Non so se ne saremo capaci, ma sono sicura che ne sentiamo tutti l’esigenza.
Magda Negri
Vice Presidente Vicario dell’Assemblea Regionale PD Piemonte





