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VIOTTI: A BRUXELLES IL CONFRONTO SULLA SOGLIA DEL 3%

02.Daniele_ViottiQuesta settimana il Parlamento europeo ha incontrato il ministro Pier Carlo Padoan e quello tedesco alle finanze del governo Merkel Wolfgang Schäuble. Sono stati auditi nella Commissione per i problemi economici e monetari. I due rappresentanti del governo italiano e tedesco hanno commentato la chiusura del semestre di Presidenza italiano ma, soprattutto, si sono occupati dell’importante comunicazione della Commissione Europea che, dopo anni, finalmente apre a un’interpretazione meno restrittiva delle regole di Maastricht.
I parametri stabili alla fine del 1991 sulla base dei dati macroeconomici dell’epoca sono i requisiti economici e finanziari che gli Stati dell’Unione europea devono soddisfare per l’ingresso e la permanenza nell’Unione economica e monetaria. Gli Stati membri, in sostanza, devono avere un disavanzo statale non superiore al 3% del Pil. Recenti studi hanno dimostrato che se si rivedessero i paramentri di Maastricht con i dati odierni, relativi al periodo che va dal debutto dell’euro fino ad oggi, la soglia del deficit consentito salirebbe fino a circa il 4% del Pil.
Padoan e Schauble rappresentano due punti di vista differenti, per certi versi opposti: il nostro Governo da mesi è impegnato in una battaglia per scorporare gli investimenti e i costi delle riforme dal computo del deficit, Berlino rimane il più fedele interprete della linea rigorista. Da Schauble è arrivata ancora l’indicazione che per i Paesi indebitati non devono esserci alleggerimenti o sconti.
Gli europarlamentari italiani hanno espresso preoccupazione per la durezza espressa dal Governo tedesco, che non fa altro che aumentare le argomentazioni degli euroscettici. Padoan ha ben rappresentato il nostro Paese e le esigenze di un’economia che deve tornare a crescere.