Fornaro: importanti e positive novità sull’Imu agricola nella legge di stabilità 2016
Con la legge di stabilità 2016, il Governo ha risposto positivamente alle sollecitazioni che da più parti (associazioni di categoria, amministratori locali, parlamentari del territorio) erano arrivate nei mesi passati sull’annosa questione dell’Imu agricola.
Dal 1 gennaio 2016, infatti, tutti i terreni situati nei comuni che erano oggetto della salvaguardia della cosiddetta “collina svantaggiata” (circolare del 1993 ai fini Ici), tornano ad essere totalmente esenti dall’imposta come lo erano stati fino al 2014.
Anche per quelli classificati montani, è confermata l’esenzione totale già vigente.
Nella circolare del 1993 vi erano,come noto, anche comuni che avevano il territorio comunale suddiviso tra terreni collinari (esenti) e terreni di pianura (soggetti all’imposta).
Anche in questo caso, la legge di stabilità 2016 introduce un importante e positiva novità, perché, per la prima volta, esenta dal pagamento dell’Imu i terreni agricoli di pianura posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (Iap), ponendo così fine a una distinzione che in realtà come le nostre aveva creato non poche discussioni.
Nei comuni con territorio tutto in pianura, i terreni posseduti e condotti dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali (Iap) diventato totalmente esenti, mentre l’Imu agricola rimane per gli altri proprietari.
Detto in altri termini, per chi vive di agricoltura sparisce l’IMU sui terreni indipendente dalla loro classificazione, montagna, collina o pianura che sia.
Alla sostanziale scomparsa dell’Imu agricola (che rimane in vigore solo per i terreni di pianura non posseduti da coltivatori diretti e Iap) si accompagna inevitabilmente il ritorno al regime Irpef e alle relative addizionali (comunale e regionale) per la componente del reddito domenicale di terreni precedentemente soggetti all’Imu.
A decorrere sempre dal 1 gennaio 2016, è stato deciso l’aumento della rivalutazione del reddito domenicale dall’attuale 7% al 30%, escludendo però da questa manovra i terreni agricoli e quelli non coltivati posseduti da coltivatori diretti e Iap iscritti alla previdenza agricola.
Nel complesso, dunque, un intervento atteso e importante a sostegno dell’agricoltura di collina e di pianura che rappresenta certamente un segnale di attenzione verso un settore che in molte aree della nostra provincia non sta attraversando un periodo particolarmente felice e che ha oggettivi problemi di ricambio generazionale.
Federico Fornaro
Commissione Finanze
Senato della Repubblica





