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Le nostre proposte e la nostra visione per un Piemonte Europeo

L’obiettivo del “nuovo” Partito Democratico è tornare a parlare con la base, con chi batte il territorio.
La giornata di sabato 23 marzo presso la sede PD in via Masserano a Torino è stata l’inizio di un percorso di democrazia grazie al quale si potranno formulare le proposte di cui i cittadini piemontesi hanno davvero bisogno.

+ Salute per tutti
– Code e liste d’attesa

+ Attenzione ai territori interni e della montagna
– Dispersione di incentivi

+ Asili Nido e servizi per i genitori
– Burocrazia

+ Formazione professionale
– Abbandoni scolastici

+ Politiche Green
– Sprechi ed emissioni

+ Infrastrutture utili
– Edilizia sfrenata e speculativa

…e tante altre proposte per rendere il Piemonte una regione del futuro, che possa diventare un modello europeo.

A maggio scegli #ilCoraggioDiDireSì.
Vota per un Piemonte Europeo!


QUI il video-racconto della giornata di sabato


Giulia Ricci sul Corriere Torino del 24/03/2019

Torino Pd, debutta la «Leopoldina»: al lavoro 120 persone su 5 tavoli

Il segretario Furia: «Non abbiamo capitani, siamo collegiali»

Più incentivi per chi ristruttura prefabbricati abbandonati e formazione mirata ai lavori artigianali. Queste sono solo alcune delle idee balzate fuori dalla «Leopoldina» organizzata nella sede dem di via Masserano, che faranno parte del programma del Pd per le regionali. Circa 120 persone divise in cinque tavoli per fare brainstorming sulle esigenze del Piemonte e proporre delle soluzioni. Tra loro, alcuni consiglieri regionali e gli assessori al Turismo Antonella Parigi, all’Agricoltura Giorgio Ferrero e al Lavoro Gianna Pentenero. Gli altri, invece, erano tutti membri delle assemblee, «persone che di solito non vengono quando si devono fare discussioni e che se ne sono andate felici di essersi sentite coinvolte», spiega il segretario regionale Paolo Furia. Perché l’obiettivo del «nuovo» Partito Democratico è tornare a parlare con la base, con chi batte il territorio. E così la giornata è iniziata con le indicazioni di metodo: il mattino si parte con le richieste che arrivano dalle persone, il pomeriggio si fanno le proposte. Nel mezzo, un pranzo frugale, «con il quale ci siamo anche un po’ auto-finanziati».

«Un Piemonte a troppe velocità, un Piemonte dove ci sono dei luoghi che si sentono abbandonati, come la montagna», è una delle prime criticità venute fuori e che sono rimaste impresse nella mente di Furia. A questo, si lega il tema dei servizi, «a macchia di leopardo nella regione, come gli asili nidi, i più citati di tutti». E poi le aree abbandonate: «Qui un’idea sarebbe, invece di disperdere gli incentivi in mille rivoli, di pensare uno più cospicuo rivolto al reinvestimento produttivo su immobili già esistenti: oggi ristrutturare un fabbricato costa più che abbatterlo e farne uno da zero». Sull’occupazione, è tornata l’attenzione su un tema preciso: la mancanza di alcune tipologie di lavoratori, laddove invece ci sono un’abbondanza di mestieri sottopagati. Da qui, fare orientamento: «Dobbiamo superare l’idea che la formazione artigianale e professionale sia per persone che non hanno voglia di studiare, ma che anzi possano portare a vocazioni molto più stimolanti di rimanere tutto il giorno in un centro commerciale», continua Furia. E poi l’idea di potenziare itinerari che includano più province in modo da garantire flussi più stabili per il turismo. E infine la sanità, dove le persone hanno sottolineato la centralità delle cure domiciliari, ma anche un problema particolare da risolvere, quello della «medicina di genere: l’idea che il nostro sistema di applicazione dei farmaci sia storicamente legato al corpo maschile, mentre bisognerebbe considerare di più l’elemento di genere in alcune malattie». E l’accesso alle cure per i migranti. Tutti temi e proposte che ogni gruppo ha raccontato in conclusione della giornata, creando delle slide che saranno migliorate e poi rese pubbliche. Prossimo passo, tavoli singoli per ogni argomento aperti a professionisti del settore: «L’importante sarà avere referenti territoriali, perché ogni esigenza cambia in base al luogo», conclude Furia, mentre la vicesegretaria Monica Canalis aggiunge: «La Lega è un plotone con un Capitano (Salvini, ndr) . Il Partito democratico è una comunità che lavora in modo collegiale. E costruisce il suo programma per le regionali con spirito partecipativo».