il segretario parlamentari news Rassegna stampa democratica
Decreto salvaliste, Morgando e Saitta: “Calpestate le regole della democrazia”
su la Repubblica del 7 marzo 2010
Il tam tam è scattato al mattino: poche ore per decidere e nel pomeriggio i vertici dei partiti del centrosinistra, su iniziativa del Pd e gli esponenti del “popolo viola” si sono ritrovati in piazza Castello , davanti alla prefettura, per protestare contro il decreto “salvaliste”. Una prima mobilitazione in attesa di quella di sabato prossimo per contestare un provvedimento bocciato senza appello: «Così si calpestano le regole della democrazia».
Ci sono quasi tutti i politici del centrosinistra sotto la Prefettura a manifestare contro il decreto salva-liste firmato dal presidente Napolitano nella notte tra venerdì e sabato. Se non fosse per le bandiere, potrebbe quasi sembrare un gioviale “ritrovo” tra colleghi in un freddo e terso sabato pomeriggio, mentre la città impazzisce pochi isolati più in là per le bancarelle del cioccolato e lo stand della figurine Panini. La sensazione è che la «minaccia alla democrazia liberale» che si è consumata la notte prima interessi solo chi la politica la maneggia quotidianamente: la gente comune invece, indifferente continua a passeggiare distratta sotto i portici a caccia di un ultimo paio di pantaloni da acquistare. «Il decreto salvaliste varato dal governo demolisce la democrazia liberale che ha nel rispetto delle regole il suo principio fondamentale- dice il segretario piemontese del Pd, Gianfranco Morgando – È un precedente gravissimo perché sancisce che le regole possono essere piegate agli interessi di una parte». «Abbiamo parlato con il prefetto di Torino (Paolo Padoin) e gli abbiamo chiesto – aggiunge il presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta – di riferire al governo della nostra protesta». Tra i compagni di partito sotto il palazzo della Prefettura sventolano la bandiera Gioacchino Cuntrò, il segretario provinciale, Andrea Giorgis, capogruppo del partito al Comune di Torino, i parlamentari Anna Rossomando e Stefano Esposito. Assenti giustificati Sergio Chiamparino che era a Bruxelles a trovare il figlio e Mercedes Bresso, a Torre Pellice per la campagna elettorale. C´è invece Mariagrazia Sestero con la sciarpa che richiama il colore dello striscione del popolo viola, quattro o cinque esponenti che cantano e intonano cori contro il governo. Sventola qualche bandiera dell´Italia dei Valori, dei Radicali e di Sinistra e Libertà, si intravede defilato anche il candidato per la lista di Beppe Grillo, Davide Bono.
Mauro Anetrini, avvocato e segretario regionale del Partito liberale, contesta nel merito il decreto del governo. «Questo decreto non può essere considerato di interpretazione, ma è una modifica delle regole con effetto retroattivo e a elezioni iniziate. Inoltre la legge vieta decreti in materia elettorale». Anetrini lancia una provocazione: «Che per l´autenticazione non serva un timbro e che per consegnare le liste sia sufficiente essere nei locali del tribunale significa che io potrei raccogliere firme false senza commettere reato, perché poi non chiedo l´autenticazione, e per dimostrare di averle portate mostro il verbale di interrogatorio perché quel giorno ero in udienza».





