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Ceccanti: il Pd faccia di tutto per fare saltare in aria il Porcellum

Intervista a Stefano Ceccanti su ItaliaOggi del 29/5/2012  – di Giampiero di Santo

Tutto fuorché il Porcellum. Stefano Ceccanti, costituzionalista e senatore del Partito democratico, interviene così nel dibattito sulle riforme istituzionali che dovranno portare a una scelta decisa tra governo del primo ministro e semipresidenzialismo in salsa francese. Uno schema, il primo, sul quale i partiti della strana maggioranza, Pd, Pdl e Udc, hanno trovato da tempo un’intesa, sulla base della cosiddetta Bozza Violante, che prevede la riduzione del numero dei parlamentari, il superamento del bicameralismo perfetto, il governo del primo ministro e una nuova legge elettorale di stampo proporzionale basata su un sistema misto, connubio tra Spagna e Germania.

Ma sulla scelta del proporzionale, e soprattutto delle alleanze di governo post-elettorali, i malumori dell’ala ulivista e prodiana del Pd sono usciti allo scoperto con una certa violenza. Mentre sull’architettura istituzionale, è stato il Pdl, attraverso il presidente Silvio Berlusconi e il segretario Angelino Alfano, a rilanciare con il semipresidenzialismo e il doppio turno. Soluzione non certo sgradita al Pd e a Ceccanti, che però restano guardinghi. Come spiega a ItaliaOggi appunto Ceccanti: «Domani (oggi per chi legge, ndr) la commissione affari costituzionali del senato chiuderà sul testo sul quale avevamo trovato un accordo, cioè sulla riduzione del numero dei parlamentari, funzioni diverse per camera e senato, governo del premier e sistema elettorale metà tedesco e metà spagnolo. Poi si vedrà che fare del semipresidenzialismo».

Domanda. Ma il Pdl ha già fatto sapere che gradirebbe molto il modello francese. Mentre parte del Pd è nettamente contraria alla legge elettorale ispanico-germanica. E allora che aspettate?

Risposta. Intanto bisogna dire che sullo schema già elaborato dalla commissione affari costituzionali aveva convenuto una maggioranza ampia. Questo non esclude che si possa parlare del semipresidenzialismo, modello assolutamente legittimo. Bisogna però vedere se intorno a quel modello si potrà costruire una maggioranza altrettanto ampia.

D. Ma se nel Pd c’è scontento per la prima soluzione, forse quest’accordo si troverà. Lei che ne pensa?

R. Be’, se si crede che il sistema elettorale ispanico-tedesco e il premier forte non vadano bene per l’Italia, allora bisogna schierarsi con il semipresidenzialismo. Non è che uno può bocciare la bozza Violante e poi non trarne le conseguenze.

D. Fin qui siamo rimasti nell’impersonale. quale di questi due schemi ritiene migliore per l’Italia?

R. Per me vanno bene entrambi.

D. Ah no, così è troppo comodo. Deve dire quale preferisce.

R. Ripeto. Non molllerei il governo del premier e il sistema elettorale spagnolo-tedesco, ma se altri preferiscono potenziare l’intesa raggiunta e ritengono che il semipresidenzialismo sia un sistema migliore non ho nulla in contrario. A una condizione.

D. Quale?

R. Che non si faccia saltare un accordo senza prima raggiungerne un altro. Altrimenti resterà il Porcellum.

D. Ma se siete il primo partito e dicono che con il Porcellum sarete i vincitori delle prossime elezioni politiche grazie al forte premio di maggioranza, perché non approfittarne, come qualcuno nel Pd vorrebbe?

R. Perché l’elettorato del Pd, come dicono i sondaggi, è il più sensibile al tema del cambiamento del sistema di voto. Se andassimo a votare senza averlo modificato saremmo quelli che pagano di più.