SERVIZI SOCIALI. BOBBA (PD): “IL GOVERNO INTERVENGA AFFINCHE’ LE REGIONI RICONOSCANO IL DIPLOMA DI OPERATORE DEI SERVIZI SOCIALI”
“Il Governo deve affrontare urgentemente il problema del riconoscimento nel settore sociale e socio-sanitario dei titoli ‘operatore dei servizi sociali’ e ‘tecnico dei servizi sociali’ e stipulare accordi con le Regioni, affinché i giovani che hanno conseguito tali titoli nell’istruzione professionale di Stato possano lavorare nei servizi socio-sanitari. E’ assurdo che chi ha conseguito un titolo introdotto dal Ministero si veda poi impedito l’accesso lavorativo in strutture sociali o socio-sanitarie”: questa la richiesta avanzata con un’Interrogazione al Ministro dell’Istruzione e dell’Università da parte dell’On. Luigi BOBBA (Parlamentare PD, Vice Presidente Commissione Lavoro).
Nel 1992 il Ministero con decreto ha messo ad ordinamento un corso triennale d’istruzione professionale di Stato per l’acquisizione della qualifica di ‘Operatore dei servizi sociali’, e nel 1994 ha messo ad ordinamento un corso biennale di post-qualifica d’istruzione professionale di Stato per il conseguimento del titolo di ‘tecnico dei servizi sociali’, corso quest’ultimo il cui accesso è riservato a coloro che in precedenza hanno acquisito la qualifica corrispondente di operatore. Alla conclusione del ciclo di studi l’Operatore dei Servizi Sociali può, quindi, lavorare nelle strutture pubbliche e private del territorio. “Ma così non è – spiega l’On. Luigi BOBBA – infatti le Regioni rispetto al riconoscimento della qualifica di ‘Operatore dei servizi sociali’ e del diploma di ‘Tecnico dei servizi sociali’ hanno avuto comportamenti difformi. Alcune non riconoscono in alcun modo tali titoli come utili all’accesso al lavoro in strutture sociali e socio-sanitarie, determinando confusione e delusione nei giovani e nelle loro famiglie che al termine di un percorso di studi, prevalentemente mirato al lavoro in relazioni di aiuto alle persone, si trovano con un titolo di studio non riconosciuto a tale scopo”.
Il comportamento di alcune Regioni (tra cui il Piemonte) è stato talmente rigido che in seguito ad ispezioni è stato richiesto l’allontanamento di giovani con tale diploma dalle mansioni ricoperte nel lavoro in strutture residenziali sociali e socio sanitarie accreditate. Nell’intesa raggiunta in Conferenza Unificata Stato-Regioni il 29 aprile 2010 relativa alle 21 figure professionali dei percorsi di istruzione e formazione professionale nessuna di queste è riconducibile ai percorsi degli istituti professionali nell’indirizzo socio-sanitario, e questo fa si che il titolo di studio in questione non sia spendibile nel mondo del lavoro.
Aggiunge l’On. Luigi BOBBA : “Alcune Regioni, tra cui il Piemonte, riconoscono la figura del tecnico dei servizi sociali per quanto riguarda l’educazione nel settore dell’assistenza all’infanzia, ma non riconoscono il titolo come idoneo a formare una figura professionale specifica inserita nei servizi sociali e socio-sanitari in quanto ‘Tecnico dei servizi sociali’. Vi sono regioni che riconoscono agli studenti con diploma di tecnico dei servizi sociali o di operatore dei servizi sociali solo alcuni limitati crediti formativi spendibili nell’ambito dei percorsi di formazione professionale. Per accedere in alcuni casi è richiesta la partecipazione a prove di selezione, in altri casi si richiede il pagamento del corso di formazione. In particolare nella Regione Piemonte, in base a determine del 2011, coloro che hanno già un diploma di istruzione superiore come tecnico dei servizi sociali per vedersi riconoscere una qualifica spendibile nei servizi e nelle strutture sociali e socio-sanitarie devono frequentare un intero corso, occupando posti nei corsi della formazione professionale che altrimenti sarebbero disponibili per altri soggetti che mai hanno affrontato quelle tematiche formative e determinando così uno spreco di risorse finanziarie e formative”.
Conclude l’On. Luigi BOBBA: “E’ irragionevole che lo Stato abbia introdotto un titolo che poi non riconosce, ingannando così i giovani e le loro famiglie, convinti, in base alle descrizioni dei profili professionali forniti dal Ministero, di seguire corsi dell’istruzione professionale di Stato utili all’inserimento nel mondo del lavoro, per poi ritrovarsi o a dover accedere a corsi professionali a pagamento o soggetti a test selettivi, oppure a dover proseguire gli studi in ambito universitario.
Per questo ho sollecitato l’intervento urgente del Ministro Profumo, auspicando che si giunga a un accordo con le Regioni affinché si riconosca il titolo di ‘tecnico dei servizi sociali’ come valido per ricoprire la mansione di operatore socio-sanitario nelle strutture regionali”.
On. Luigi BOBBA
Deputato PD
VicePresidente Commissione Lavoro





