VALLE DI SUSA. MERLO (PD): “DOPO LE BANDIERE NO TAV IN CHIESA, CI DOBBIAMO ASPETTARE UNA PASTORALE NO TAV?”
Chi come me proviene dalla tradizione del cattolicesimo democratico, dove ben chiara era la distinzione tra impegno politico e Chiesa, non può non provare una sensazione di sconcerto di fronte a fedeli che si recano a messa con tanto di bandiere. Ora, l’essere pro o contro la Tav non ha nulla a che vedere con i fatti avvenuti domenica a Susa in occasione delle celebrazione in Cattedrale. Perché, comunque la si pensi sull’opera, confondere i documenti politici con le preghiere e i vessilli No Tav con le ostie e l’altare vuol dire compiere un atto sacrilego nel senso letterale del termine, ovvero di sfregio alla sacralità. Ed è bene non cercare di tirare la tonaca a vescovi e sacerdoti, che sono guide spirituali di un’intera comunità e non di una sola parte.
Sarebbe necessario che intorno alla Tav si recuperasse un po’ di buon senso e di equilibrio, per evitare che qualcuno possa pensare che dopo aver sostituito la Repubblica italiana con la Repubblica della Maddalena, le Procure dello Stato con i ‘tribunali del popolo’, ora si tenti di contrapporre un rito No Tav a quello della santa e romana Chiesa.
Forse i No Tav dovrebbero apprendere qualche nozione storica e politica dall’esperienza della Democrazia Cristiana e da come quel partito si rapportava con il mondo cattolico e le gerarchie ecclesiastiche. Almeno questo si può imparare rapidamente.
On. Giorgio MERLO Deputato PD Piemonte, Vice Presidente Commissione Vigilanza Rai





