“Un errore non stare in mezzo alla gente Ma chi era al governo ha perso ovunque”
Intervista ad Andrea Ballarè su La Stampa – Novara del 21/6/2016
Gli scatoloni li aveva fatti già venerdì e li aveva anche portati dall’ufficio a palazzo Cabrino al suo studio professionale, per scaramanzia e forse non solo. Nel primo giorno da ex sindaco Andrea Ballarè torna a riflettere sulla sconfitta. «Visto quello che è successo altrove, ad esempio a Varese, dove il candidato del Pd ha scalzato quello della Lega – dice – mi convinco sempre più che hanno pesato cause nazionali. La gente vive situazioni di disagio come immigrazione, pensioni, casa, lavoro, e boccia chi ha governato. Come noi, che l’abbiamo fatto in anni terrificanti, in cui abbiamo dovuto dire tanti no».
«Hanno solo raccolto»
«Per questo – prosegue Ballarè – Canelli ha vinto nelle periferie e nei quartieri popolari, che stanno soffrendo di più. Non c’è stato un valore aggiunto della Lega. Semplicemente si è trovata a interpretare la protesta testa laddove il Movimento 5 Stelle non è riuscito a costruire candidature sufficientemente premianti. Delle cause locali l’unica che ha pesato è stata Musa». Dove il Pd si è aperto a sinistra, come a Milano, ha vinto. Qui invece non l’avete fatto. Un errore? «Non credo abbia inciso. A Milano era diverso perché il Pd non presentava il candidato uscente ma uno nuovo. Nel secondo turno abbiamo preso 4 mila voti in più, Rodini ne aveva 2 mila e penso che siano in gran parte ritornati. Canelli ha vinto perchè erano tutti contro il Pd: ha preso tanti consensi da Forza Italia, da Andretta e anche dai 5 Stelle. Voti di rottura, di opposizione».
«Renzi e il lanciafiamme»
Ora come contate di ripartire? «Siamo di fronte a un chiaro voto di protesta contro il governo. Il risultato va analizzato, anche Renzi faccia una riflessione perché con il lanciafiamme non si va da nessuna parte. Bisogna dare risposte perché abbiamo perso il consenso dei poveri, di chi fa fatica». Con questo elettorato avete smarrito i contatti: troppo Facebook e pochi rapporti diretti? «È vero, sono stati commessi errori di comunicazione.
Me ne sono accorto in campagna elettorale. Il partito fluido non funziona, bisogna tornare tra la gente, non solo nelle ultime settimane».
Una cosa da salvare in questa esperienza? «I tavoli per costruire il programma e le liste. Non dobbiamo disperdere questo patrimonio di persone e continuare a lavorare insieme».
Ha sentito Fassino o qualcuno a Roma? «No, non ancora». La mancata rielezione comporterà anche l’abbandono dell’Anci regionale? «No, anzi. Continuo, con più tempo a disposizione. Per avere cariche in Anci non è necessario essere sindaco».





