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Rossi (PD) – Referendum: “La destra vuole mani libere per l’esecutivo. Noi in campo per difendere la costituzione e l’equilibrio dei poteri”
Più passa il tempo più la partita sul referendum diventa politica. Si confrontano, infatti, due visioni di democrazia: da un lato chi vuole mani libere per l’esecutivo, dall’altro chi vuole che gli equilibri costituzionali vengano rispettati. Nel merito si può e si deve sempre discutere, ma la destra non ha voluto farlo a cominciare dall’umiliazione del Parlamento: è la prima riforma costituzionale, infatti, che passa comprimendo tutti gli spazi di discussione e senza essere minimamente modificata nei 4 passaggi previsti alle Camere.
Per la prima volta, inoltre, viene convocata la data del referendum durante il tempo dedicato alla raccolta delle firme.
Basta leggere le dichiarazioni del ministro Nordio o seguire le pagine social di Fratelli d’Italia per capire qual è il vero obiettivo di questa proposta: indebolire la magistratura così da poter isolare e colpire chi non è allineato. L’idea di fondo, comune a tutte le destre odierne, è che chi vince le elezioni deve poter fare tutto ciò che vuole senza limiti e controllo né da parte dei parlamenti né da giornalisti e magistrati. Chi si oppone è percepito solo come un avversario da punire.
Molti contenuti della campagna per il SI di FDI, ad esempio, scaricano su “alcuni” magistrati il problema della sicurezza. Ora, al di là dell’evidente contraddizione, perché governano da anni e non hanno risolto nessun problema, questa si chiama “delegittimazione”, perché in questa logica il giudice che prende una decisione che non piace al governo non sta applicando la legge, ma diventa un avversario politico. L’idea del sorteggio per eleggere i magistrati che compongono il CSM ha proprio l’obiettivo di indebolire la rappresentatività e isolare i magistrati che saranno sempre più in difficoltà in un quadro politico che vuole tutti allineati.
Il PD sostiene con convinzione il NO insieme ai diversi comitati civici nati contro questa riforma. Tutti i parlamentari hanno votato in maniera unanime contro la riforma in tutti i passaggi e la posizione del PD è stata anche approvata nell’ultima assemblea nazionale.
A livello regionale da mesi siamo impegnati grazie al lavoro dei parlamentari, del Dipartimento legalità e giustizia e di un gruppo di lavoro dedicato. Un lavoro collettivo che ha già promosso decine di iniziative nelle varie province e che sta continuando a organizzando iniziative autonome o in collaborazione con i comitati civici. Iniziative nelle quali, oltre alle ragioni di natura politica, si approfondiscono anche quelle di merito grazie al contributo di parlamentari e professionisti.
Domenico Rossi
Segretario Regionale PD Piemonte
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