LA LEZIONE DEL REFERENDUM. LUIGI BOBBA (PD): “LA POLITICA DEVE IMPEGNARSI SU TEMI CONCRETI. E AFFRONTARE IL TAGLIO DEI COSTI E LA RIFORMA ELETTORALE”
Con la grande partecipazione ai referendum si è manifestata una spinta partecipativa sorprendente e se non vogliamo che sia dispersa la politica, a cominciare dal PD, deve saper rispondere subito. Altrimenti si allarga la distanza tra partiti e elettori e trionfa il ‘vaffa’. E la risposta si può dare soltanto lavorando sui temi concreti.
Ai cittadini non interessano le alleanze, gli equilibri politici. Interessa il lavoro, la scuola, la sanità. La green economy. Temi che fanno parte della vita delle famiglie. Lo sappiamo tutti che il motore del successo dei referendum non è stato il legittimo impedimento, ma sono stati l’acqua e il nucleare. E poi, per ‘aprire’ le porte del Palazzo, occorrono taglio ai costi della politica e riforma elettorale.
Serve una riforma dei vitalizi dei parlamentari così che non vi siano differenze di sistema contributivo con gli altri lavoratori. Ciò significa che per il periodo in cui uno svolge l’attività di parlamentare la Camera e il Senato devono versare i contributi previdenziali, esattamente come fa qualsiasi altro datore di lavoro, senza ulteriori costui aggiuntivi per le casse dello Stato.
Infine, va restituita la parola ai cittadini. L’attuale legge spinge i partiti a chiudersi, arroccarsi mentre bisogna uscire dalla trincea. Primarie, collegi uninomali o reintroduzione delle preferenze: scegliamo una strada che restituisca comunque la possibilità di scegliere al cittadino elettore. Serve questo e serve subito, altrimenti finisce come nel ’93 quando i referendum di Mariotto Segni diedero voce alla spinta per una politica nuova e le elezioni le vinse Berlusconi”.
On. Luigi BOBBA
Deputato PD
Vice Presidente Commissione Lavoro





