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Dal Pdl al Pd i cattolici applaudono Garelli
Vera Schiavazzi su la Repubblica del 03/10/2011

Su un punto (su un unico punto) tutti sono d´accordo: è dura la vita dei cattolici in politica, siano essi alle prese con gli scandali berlusconiani sia col sentimento lacista che intreccia profondamente la linea del Pd. Ma i segnali di risveglio non mancano, e a Torino sembrano particolarmente vivaci. Così, il giorno dopo l´intervista al sociologo Franco Garelli («i cattolici hanno rinunciato al proprio ruolo politico, preferendo l´impegno nel volontariato») da entrambi gli schieramenti si fanno sentire voci di sostegno.
Inizia Giampiero Leo, consigliere regionale Pdl, esponente di spicco di Comunione e Liberazione, alle spalle una navigazione lunga e difficile nel partito di Ghigo e di Ghiglia.
«Condivido pressoché totalmente le parole di Garelli, oggi, comunque, un cattolico vive male nel Pdl così come nella società italiana scristianizzata – esordisce Leo – I segnali positivi, anche se il risveglio è tardivo, ci sono, grazie anche al ruolo di Angelino Alfano, che non a caso è un cattolico e arriva dalla Democrazia Cristiana. A Torino, sta nascendo un ‘pensatoio´ che abbiamo promosso assieme a Giorgio Palestro, Giorgio Chiosso, Bruno Geraci e altri, con lo scopo di promuovere qui un incontro nazionale sul tema dei cattolici in politica. Non tutti i partecipanti sono di Comunione e Liberazione, anzi, soltanto una minoranza lo è.
«E tutti guardiamo con grande attenzione all´appuntamento del 17 ottobre a Todi con le associazioni cattoliche, promosso dai vescovi. Ci sarà un ‘manifesto di Torino´, e già ora, con Silvio Magliano, abbiamo promosso una scuola di politica». Il 6 ottobre, intanto, lo stesso Leo sarà a un appuntamento bipartisan in parrocchia, assieme a Gianluca Susta (ex Pd ora vicino a Montezemolo) nella chiesa di Santa Maria Goretti.
Anche per Gianfranco Morgando, segretario regionale del Pd, la critica di Garelli è corretta: «C´è stato un ritiro dalla politica, per questo il richiamo dei vescovi è così importante e richiama all´impegno diretto. Ma che cosa significa veramente? Vivendo nel Pd, osservo che molti cattolici non arrivano come me dall´esperienza democristiana, ma da altre: c´è chi non ha mai fatto politica prima, chi arriva dai Ds e altri ancora. C´è una lunga strada ancora da compiere prima che nel mio partito sia pienamente riconosciuto che può esistere, ed essere pienamente legittima, una politica ispirata cristianamente. Oggi quando dici ‘cattolici´ la percezione è quella di un elettorato potenzialmente ostile, non c´è la consapevolezza che l´esperienza dei credenti può essere determinante. Ma c´è lo spazio perché questo accada. E ieri proprio Guido Bodrato, un maestro, ha condotto assieme a Sergio Soave la nostra scuola di politica».
A Morgando si aggiunge Luigi Bobba, parlamentare cattolico del Pd: «Non si tratta di creare un nuovo partito cattolico, ma di dare più peso ai cattolici in politica. Il ritorno dei cattolici all´impegno non può che essere un buon segno, dopo una stagione in cui la Chiesa come istituzione ha svolto un ruolo preminente».





