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“Patto” per il rilancio del Centro Produzione Rai Torino
A fronte della situazione di grave preoccupazione per il futuro del Centro Produzione Rai di Torino è stato presentato quest’oggi (08/02/10) dai Deputati del PD On. Stefano ESPOSITO ed On. Giorgio MERLO la proposta di un ‘patto’ bipartisan per la difesa ed il rilancio del Centro di Produzione Rai di Torino.
Tale proposta verrà sottoposta a tutti i parlamentari piemontesi e a tutte le istituzioni locali e sottoscritta pubblicamente lunedì 15 febbraio.
La presenza Rai a Torino rischia di essere sempre più debole e sempre meno incisiva nel panorama nazionale del servizio pubblico radiotelevisivo. La riduzione della Rai Piemonte a mera sede regionale è dietro l’angolo e serve, adesso, una sterzata decisiva per invertire la rotta e rilanciare una struttura che resta essenziale per la stessa azienda.
Un solo numero: negli ultimi vent’anni tra Centro di Produzione, redazione giornalistica e Orchestra Nazionale si è passati da 900 addetti a circa 500, cioè con una riduzione del 45% pur senza registrare una crisi aziendale.
Ora, al di là dei vari settori della presenza Rai nel capoluogo subalpino – giornalistico, amministrativo, artistico e radiofonico – la crisi rischia di investire il comparto produttivo con una pesante ricaduta occupazionale accompagnato da una crisi irreversibile della “specificità” torinese. Con il risultato di concentrare nel futuro Centro di produzione di Rho – in coincidenza con Expo Milano 2015 – larga parte della stessa produzione Rai e che segnerebbe, di conseguenza, il sostanziale svuotamento della struttura torinese.
Attualmente a Torino la produzione di maggior qualità e peso riguarda il settore dedicato ai ragazzi. Una produzione che investe sia la terza che la seconda rete della Rai. Una specificità che caratterizza il Centro di Torino e che non può essere svuotato, già sin dai prossimi mesi, per scelte irresponsabili dei vertici di viale Mazzini.
Per rilanciare Torino, dunque, occorre puntare – attraverso finanziamenti mirati e scelte di investimento altrettanto finalizzate – sulla progettazione, l’ideazione e la messa in onda da realizzare in loco. Il trasferimento delle funzioni segna la fine del Centro torinese e l’azzeramento definitivo della specificità subalpina. La proposta di uno o più canali satellitari ideati e prodotti a Torino resta, a tutt’oggi, una semplice promessa vuota in assenza di investimenti precisi e risorse definite.
Insomma, siamo ad un bivio decisivo per il futuro del Centro di Produzione di Torino: o si rilancia con un progetto capace di unire qualità e occupazione oppure la sede torinese perderà un settore, quello della produzione appunto, che l’ha storicamente caratterizzata.
La politica e le istituzioni non possono assistere passivamente a questa crisi progressiva. Servono, oggi più che mai, un impegno ed una mobilitazione politica bipartisan capace di non ridurre la Rai di Torino in una succursale di Milano o, peggio ancora, in una banale sede regionale anonima e priva di quella specificità che da sempre l’ha contraddistinta nel servizio pubblico nazionale.
Serve, cioè, un “patto politico” tra entrambi gli schieramenti che ponga al centro del suo impegno il rilancio e la qualificazione del Centro di produzione. Un primo tassello per non fare della Rai a Torino un ulteriore elemento di crisi occupazionale e produttiva.
On. Stefano Esposito
On. Giorgio Merlo





