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INVALIDI. BOBBA (PD): “L’INPS PENALIZZA I VERI DISABILI”
“Con le nuove disposizioni dell’Inps sarà più difficile ottenere l’assegno di accompagnamento. L’interpretazione molto più restrittiva dei criteri per l’assegnazione dell’indennità, anziché servire alla condivisibile lotta contro i falsi invalidi, finirà per penalizzare gli invalidi veri. Infatti verrà escluso dall’indennità chi riesce anche minimamente a deambulare in modo autonomo, senza bisogno di accompagnatore, e così anche chi non è in grado di svolgere le mansioni della vita quotidiana limitatamente alle attività svolte in casa.
In questo modo finiranno per essere esclusi paraplegici in grado di muoversi su una sedia a ruote senza accompagnatore o persone affetta da sindrome di Down o in grado di svolgere singoli atti quotidiani ma assolutamente incapaci di muoversi in modo autonomo fuori da casa propria, come avviene anche per gravi forme di disabilità intellettiva. Per questo ho chiesto al Governo di sapere se siano state espresse direttive in materia all’Inps e se non si ritenga di intervenire affinché i diritti dei cittadini inabili non vengano violati”: con queste parole l’On. Luigi BOBBA, Deputato PD del Piemonte e VicePresidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, illustra l’Interrogazione presentata insieme ai colleghi Cesare DAMIANO, Livia TURCO e altri.
“Ciò che più disorienta è che le Linee Guida, altro non sono che una brutta copia di ciò che si sarebbe voluto ottenere con la presentazione di un emendamento della maggioranza, in sede di conversione del Decreto Legge 31 maggio 2010 n. 78, poi cassato dal Parlamento”. Spiega l’On. Luigi BOBBA: “La legge 508/1988 prevede i criteri per la concessione dell’indennità di accompagnamento. Ora le ‘Linee Guida operative per l’invalidità civile’, a cui devono attenersi i medici dell’INPS nell’esame delle domande di invalidità, interpretano in modo restrittivo tali criteri. In questo modo le indicazioni interne dell’Inps finiscono con l’essere prevalenti sulle disposizioni di legge in materia, violando i diritti dei disabili. Inoltre l’Inps ha indicato come prioritario il ricorso della visita medica diretta sulla persona che ha presentato la domanda per l’indennità. Ciò significa che molti disabili verranno d’ora in poi, sottoposti ad una doppia visita: prima quella della commissione dell’Asl, poi quella diretta da parte dell’Inps, con conseguente aumento dei disagi e dei ritardi. Anziché contrastare l’abusivismo, tutto ciò, oltre a comportare un costo per l’Inps senza alcun vantaggio per il sistema, sembra avere come unico obiettivo quello di ridurre la spesa sociale, penalizzano i disabili e ponendosi in netto contrasto con l’intenzione del legislatore”.





