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LUIGI BOBBA (PD) ALLA MANIFESTAZIONE PER LA LIBERTA’ DI ASIA BIBI
Mercoledì 26 gennaio 2001 l’On. Luigi BOBBA, parlamentare del PD e vicepresidente della Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, parteciperà alla manifestazione in Piazza Montecitorio per la libertà di Asia BIBI (in programma dalle ore 11.30).
L’iniziativa è organizzata dall’Associazione Parlamentari Amici del Pakistan (di cui Luigi BOBBA è promotore) insieme ad altre realtà impegnate sul versante dei diritti umani e della difesa della libertà religiosa.
ASIA BIBI, una cittadina pakistana di religione cristiana, rischia la morte per la condanna che le è stata inflitta in seguito all’ingiusta accusa di blasfemia. Sulla base della legge contro la blasfemia sono stati incriminati ed arrestati, nell’arco di 25 anni, circa 1000 cittadini pakistani , tra i quali 479 musulmani, 340 ahmadi, 119 cristiani e altri appartenenti a minoranze religiose come hindu e sikh. Inoltre 33 persone, sotto processo per blasfemia o assolte dalle accuse, sono state vittime di esecuzioni extragiudiziali. La blasfemia è considerata universalmente un gesto grave non solo dal punto di vista strettamente religioso, ma anche per il suo carattere di offesa e di provocazione nei confronti dei credenti, che vengono, attraverso aggressioni verbali di questo tipo, colpiti in una sfera di importanza centrale nella loro vita più intima. Proprio qualche anno fa abbiamo assistito alle drammatiche reazioni suscitate dalle “vignette danesi”, derisorie e sprezzanti nei confronti dell’islam e del suo profeta; gli autori delle vignette stesse si sono giustificati in nome del diritto alla libertà di espressione …Sempre in nome della “libertà di espressione” vengono offesi, non raramente, anche credenti di altre tradizioni religiose ed il fatto è spesso considerato irrilevante anche da chi pensa di richiamarsi ai diritti ed alla giustizia. Considerare grave la blasfemia non significa, però, accettare sanzioni intransigenti fino alla condanna alla prigione o, addirittura, alla morte. Questa convinzione certamente animava il governatore del Punjab, Salman Taseer, di religione musulmana, il quale, per aver espresso l’esigenza di una revisione della legge contro la blasfemia e per aver manifestato la sua solidarietà con Asia Bibi , da lui ritenuta innocente, ha pagato tragicamente con la vita.





