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Damiano: “Serve un chiarimento, esecutivo bis oppure si vada al voto”
Intervista a Cesare Damiano su Il Mattino del 17/1/2014 – di Alessandra Chello
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Cesare Damiano, democratico, presidente della Comissione lavoro del Senato. Segni particolari: è tra gli alfieri del «manipolo dei ventidue», quel gruppo di parlamentari firmatari di un documento sull`occupazione indirizzato al segretario del Pd. Il suo chiodo fisso? Il nuovo contratto di inserimento. L`imperativo? Niente vitamine per Berlusconi.
Condivide il Renzi-pensiero sui dieci mesi di fallimento del governo guidato da uno dei vostri?
«Non lo definirei un vero e proprio fallimento, ma non c`è dubbio che Renzi ha ragione quando dice che nel rapporto con l`opinione pubblica l`argomento più forte resta sempre quello sull`Imu.
È evidente che siamo arrivati ad un punto di grande logoramento di questo esecutivo, sia per i contenuti che per le persone. Insomma, non si può avere un partito che nella parte di maggioranza è un partito di lotta con una minoranza che invece è di governo. Sarebbe meglio per tutti chiarirsi le idee e andare alle conclusioni. Se serve anche alle urne».
L`incontro Berlusconi-Renzi si deve fare oppure no?
«Il Pd ha già commesso un errore grave in passato: quello di resuscitare Silvio Berlusconi. Fini e Casini lo avevano messo nell`angolo. Nessuno nega di certo che abbia una sua vitalità, ma noi lo abbiamo riportato à centro del ring, almeno non diamogli le vitamine».
Dunque, non c`è posto per Forza Italia nel confronto sulla legge elettorale?
«Sulla legge elettorale potremmo trovare un accordo prima nell`ambito della compagine dei partiti che sostengono la coalizione governativa e poi si può pensare ad un confronto con Forza Italia. Ma soltanto dopo. Non c`è dubbio però che questo sia un passaggio da fare».
Rimpasto o Letta bis affinché si tenga conto del reale peso delle forze in campo come Ncd?
«Sono convinto si tratti di un passaggio delicato perché anche con un rimpasto si corre davvero il rischio di lacerare la tela. Con un nuovo esecutivo anche di più. E a questo punto, visto come stanno le cose, forse è meglio pensare a mettere insieme un`altra squadra governativa».
Che aria tira dentro la casa dei democratici? La minoranza interna va organizzandosi, Cuperlo sarà ancora il leader?
«Dopo un confronto aspro con le primarie c`è il riposo del guerriero. Ora va trovato il giusto orientamento. Mi pare che la minoranza sia divisa e ci sono accenti diversi su altri contenuti. Il leader è Cuperlo, ma va accelerata la formazione della capacità organizzativa centrale e di territorio».
Cosa c`è nel vostro «Contro-Job Act»?
«Abbiamo soltanto risposto alle domande di Renzi che ci ha chiesto di avere suggerimenti. E noi lo abbiamo fatto. Ora però bisogna passare dalle parole ai fatti. Perché se Renzi fino ad ora ha avuto l`Oscar per la comunicazione, adesso è arrivato il momento di prendere anche quello per la sceneggiatura. Continua a parlare di lavoro, ma lo fa solo con i titoli. Adesso è tempo di mettere sotto anche i contenuti altrimenti non si va avanti. I punti-chiave sui quali insistiamo sono essenzialmente quelli del contratto di inserimento con la tutela sul licenziamento e della distinzione tra la cig e l`indennità di disoccupazione».





