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D’Ottavio: “Esentare dal pagamento Siae gli spettacoli dal vivo realizzati in spazi con meno di duecento spettatori”. Presentata proposta di legge
Trenta parlamentari aderiscono alla proposta di legge dell’ on Umberto d Ottavio che chiede l’abolizione del pagamento Siae per i concerti dal vivo con pubblico inferiore ai duecento spettatori.
“Aiutare la musica a crescere significa offrire a migliaia di donne e uomini, spesso giovani (l’espressione musicale in Italia è, infatti, un’attività centrale per la fascia adolescenziale e giovanile) la possibilità di suonare in pubblico e dal vivo, ben sapendo che l’investimento in musica moltiplica i valori iniziali, perché consente di maturare esperienze che possono anche tramutarsi in opportunità di lavoro, oltre ad incentivare la vita culturale e aggregativa delle città e, dunque, il turismo”.
Lo sostiene l’on. D’Ottavio, membro della VII commissione cultura e istruzione.
“La musica è una parte fondamentale della nostra economia – sottolinea il parlamentare – con un indotto esteso e articolato, che non riguarda solo chi fa parte della filiera (gestori, producer, autori, promoter, discografici, editori, artisti…), ma coinvolge in maniera significativa anche chi la musica la ospita, la promuove e la pubblicizza>.
<La proposta di legge – aggiunge D’Ottavio – chiede pertanto che sia fatto in Italia quanto previsto dalla legislazione di taluni paesi europei, come ad esempio l’Inghilterra, dove recentemente è stata approvata una legge, la “Live Music Act”, che ha liberalizzato gli spettacoli di musica dal vivo realizzati in spazi con meno di 200 spettatori, una legge che sta contribuendo a cambiare il panorama musicale delle città inglesi”.
“Riconosco i limiti e la semplificazione di questa proposta, – conclude il deputato democratico – ma spero serva ad aprire un dibattito più complessivo sulla Siae e sul diritto d’autore in Italia, con decisioni utili soprattutto ai giovani artisti”.





